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Intervista a PINA PICIERNO (Presidente Federale Giovani della Margherita)


Intervista a PINA PICIERNO (Presidente Federale Giovani della Margherita)
a cura di Francesco Lauria

Non è facile per me scrivere l’introduzione a questa intervista.
Per chi mi segue con un’ po di (ammirevole) costanza o per chi mi incontra nel regionale emiliano romagnolo, è evidente che il mio approccio critico e non portato alla mediazione, per quanto riguarda i Giovani della Margherita, non sia cambiato.
Forse anche per questo il fatto che tra Pina Picierno (Presidente Federale dei Giovani della Margherita), ed il sottoscritto (non pentito fustigatore informatico dei GdM) si sia aperto un dialogo, curioso e non banale, credo possa essere considerato significativo.
Davvero è importante, lo dico in generale, sostituire alle idee preconcette, ai pregiudizi, ai sentiti dire, l’incontro ed il dialogo con dei volti e delle persone.
In pochi secondi quando, senza nessuna premeditazione, Andrea Casu ci ha fatto parlare al telefono, Pina, colei che avevo sempre chiamato “la Picierno”, mi ha fatto capire che c’era qualcosa di diverso, rispetto ai pregiudizi.
Qualcosa, qualcuno, voglio essere netto e chiaro, capace di ascolto e di schietta e ricca semplicità.
Voglio dirvi e dirle che le sono grato ed invito tutti a supportarla e a darle la fiducia (critica) necessaria.
Ed eccoci infine qui, a parlare di politica e a guardare avanti, anche perchè il lavoro che resta da fare è tanto…

Beh, Pina la prima domanda, se mi hai letto precedentemente, la conosci: chi è Pina Picierno?

Una ragazza di 24 anni che non si rassegna ancora all?idea di essere diventata (quasi!) grande.
Mi divido tra la mia grande passione (la politica), il mio lavoro (consulente in comunicazione) e i miei diversi interessi ed impegni (collaboratrice della cattedra di ?Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale? all?Università di Salerno; animatrice per i bambini e volontaria).
Mi piace stupirmi, innamorarmi della complessità e vivere con intenso trasporto tutto quello che mi accade.
Ho una emotività molto forte, a tratti instabile, che mi fa faticare non poco a ?reggere?. Per questo vivo sospesa tra la ricerca del giusto equilibrio e la mia naturale e insistente passionalità.
Mi fa paura il silenzio, ancora di più l?indifferenza.
Convivo con un gattino fantastico, Miciolo, che riesce sempre e comunque a farmi sorridere.
Adoro il buon vino, mangiare bene (e tanto!) e non saprei mai rinunciare alla mia dose quotidiana di cioccolata e di poesia: mi consolo a fine giornata con un Kinder Bueno e con i versi di Pasolini e Leopardi. Mi esalto solo con Neruda e la Nutella, in assoluto i miei preferiti..!!

2) Personalmente e ti confesso, con qualche fatica, sto cercando di riscoprire le mie radici meridionali.
Mi sono sempre chiesto come viviate, come giovani, il vostro essere Sud.
Come sia possibile in una città come Napoli, Palermo o Reggio Calabria sognare un futuro in piedi.
Ma al tempo stesso e fuori da ogni stereotipo se il Sud (i Sud?…)saprà riscoprire se stesso, rinnovandosi, si potranno dare segnali davvero forti.
Come poni le questioni meridionale e generazionale all’interno del tuo impegno politico e sociale? Quali sono le priorità che ti senti di proporre, al di là delle solite e inattuate ricette?

I giovani del Mezzogiorno rappresentano quasi la metà dei giovani italiani. Basta questo semplice dato demografico a dare un? idea dell? importanza che riveste la questione per un Movimento Giovanile come il nostro che fa della centralità della persona e dei suoi diritti il pilastro fondante della sua azione. Ovviamente per quanto mi riguarda il ?peso? della questione è doppio: sono cresciuta nella provincia di Caserta, dove lo sconforto ha sostituito già da tempo la speranza. E magari fossi così brava da suggerire una soluzione possibile. Mi limito a riflettere sul fatto che tutti e due, giovani e Mezzogiorno, sono aspetti dello stesso problema. Entrambi sono esclusi dalla partecipazione al processo di sviluppo, e la soluzione non può che essere congiunta nel senso che la possibilità di offrire occupazione passa necessariamente per un rilancio produttivo del Sud, e nello stesso tempo, qualsiasi intervento non può prescindere dal contributo del ?pianeta giovani?.
Come Giovani della Margherita credo che dovremmo provare a restituire la speranza, la fiducia nell?attesa a tutti i nostri coetanei. Sicuramente non è facile perché per pensare al futuro bisogna almeno intravederlo e a volte questo non è scontato. Potremmo provarci con politiche appartenenti più all?etica della responsabilità e dei risultati che a quella delle intenzioni?

3) Questa domanda non posso proprio non fartela. Io sono tra quelli che alla tua nomina a Presidente hanno invaso il palco fischiando e non capendo. Guardiamo avanti, ma teniamo presente tutto il processo.
Cosa ti senti di dire oggi, per costruire insieme il domani, ai Giovani della Margherita ed in particolare a coloro che, come il sottoscritto, non hanno condiviso i processi decisionali ed anche “umani” del Congresso di Napoli?

Semplicemente quello che ripeto da mesi? abbiamo pochissimo tempo e un miliardo di cose da fare. Dobbiamo decidere se continuare a rimpiangere quello che poteva essere e che non è stato oppure se, con uno scatto di responsabilità vogliamo impegnarci TUTTI INSIEME per la costruzione DEL NOSTRO MOVIMENTO GIOVANILE, perchè ce la possiamo fare solo con l?aiuto di tutti. Che non significa, ovviamente, schiacciamento acritico sulle posizioni mie e dell?ufficio di presidenza. Tutt ?altro, abbiamo bisogno degli stimoli, della passione e perché no, anche delle critiche di tutti.
Chiedo a tutti di non permettere che la nostra sfida, che il nostro sogno sia distrutto in partenza, con la consapevolezza che la ?partita? sarà persa anche se uno solo di noi smette di pensare con tensione, con forza all?idea di giovanile che, sono sicura, tutti abbiamo in mente: una laboratorio di idee, un movimento d?avanguardia autonomo che anticipa, pungola e soprattutto induce alla riflessione il Partito.

Nella foto: Pina Picierno

Riferimenti: I Giovani della Margherita

  1. piciaro3
    29 Giugno 2005 a 13:45 | #1

    Complimenti per l’intervista, mi preme sottolineare però da “Giovane del Sud” un dato e cioè che in questi ultimi anni dopo i vari articoli e reportage dell’Espresso, del Sole 24 ore, e di altri quotidiani sul Sud, l’opinione pubblica meridionale è restata inerte ed ha opposto al fervore dei giornalisti la sua indifferenza che può perfino essere scambiata per cinismo. Altrove, quelle denunce coraggiose avrebbero commosso i cittadini; nel Sud non commuovono nessuno e quando i giornali le pubblicano dando una particolare evidenza tipografica alla denuncia, la conseguenza non và più in là d’una maggiore vendita del loro giornale.
    Allora mi chiedo, dall’indifferenza alla curiosità è un passo: ma quanti ne mancano per arrivare dall’indifferenza all’alacrità morale?
    Questa è a mio modesto parere la SCOMMESSA dei Giovani del Sud, bisogna REAGIRE perchè i NOSTRI problemi non possono essere sanati soltanto con l’indignazione degli italiani scontenti del meridione.
    Il risanamento del Sud dipende soltanto dai Giovani del Sud.

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