Primo Numero 2007 di Europa Plurale. Indice

28 Febbraio 2007 Nessun commento

EUROPA PLURALE
Rivista per un Federalismo Globale

NOTA POLITICA
Vicenza e la crisi del potere / Francesco Lauria
A proposito di Alexandre Marc / Gilda Manganaro Favaretto
SGUARDI SUL FEDERALISMO
Dalla partecipazione all?autogoverno della comunità locale:
verso il federalismo municipale solidale / Alberto Magnaghi
Le identità locali nell’era globale: il federalismo antidoto al
totalitarismo / Alain De Benoist
OSSERVATORIO
Informazione: potere di costruire la verità? / Francesco Lauria
Erto 2004/2005/2006 / Emiliano Oddone
Per un Partito Democratico antioligarchico / Claudio Giudici
DOCUMENTI
Manifesto programmatico di Comunità / Movimento di
Comunità ? Adriano Olivetti
OSSERVATORIO
Informazione: potere di costruire la verità? / Francesco Lauria
Erto 2004/2005/2006 / Emiliano Oddone
Per un Partito Democratico antioligarchico / Claudio Giudici
Riferimenti: Il sito di Europa Plurale

Numero di maggio giugno luglio di Europa Plurale

28 Giugno 2006 Nessun commento


E’ on line il nuovo numero di Europa Plurale
Rivista per un Federalismo Globale

Anno 5 N°3

Indice:

OPINIONI
?Sentinella, quanto resta della notte?? / Francesco Lauria

IDEE FEDERALISTE
Per un nuovo ?Manifesto Per L?europa? / Lanfranco Nosi
La Rivoluzione federalista, madre di tutte le rivoluzioni /
David Soldini
Per un Welfare Municipale/ Samuele Zerbini

FEDERALISMO E ANARCHIA/2
Il Federalismo Anarchico in Italia dal Risorgimento alla
Repubblica / Luigi Di Lembo

OSSERVATORIO / SPECIALE PARTITO
DEMOCRATICO

Verso il Partito Democratico. La rivoluzione responsabile /
Francesco Lauria ? Nicola Oliva
Ritorno a Prato…dopo l’incontro del 10 giugno / Nicola Oliva
Tiriamo fuori davvero ?il coraggio di stupire? / Osea Giuntella
Il Partito Democratico e l?Europa / Simone Vannuccini
Laicità e Globalizzazione / Laura Puricello
Brevi appunti per una laicità responsabile / Mattia Ferrero

LETTURE FEDERALISTE
Gli Stati Uniti d?Europa. Manifesto per una nuova Europa /
Guy Verhofstadt (Federico Manzoni)
Città / Aluisi Tosolini (Francesco Lauria)
Mediterraneo. Un dialogo tra due sponde / Horchani ? Zolo
(Franco Cassano)

Riferimenti: Il sito web di Europa Plurale

Verso il Partito Democratico, La Rivoluzione Responsabile (Prato, 10 giugno)

28 Maggio 2006 Nessun commento


Un’occasione di riflessione e di incontro. Una piattaforma ampia, una scommessa da riempire di colori, volti, speranze, progetti, azioni.

Verso il Partito Democratico

La Rivoluzione Responsabile

Appuntamento a Prato, sabato 10 giugno 2006
Palazzo Novellucci
dalle ore 11.30 alle ore 17.30

Ci diamo appuntamento per discutere di progetti e di prospettive. È il tempo della politica che si fa interprete dei sogni e del lavoro nella quotidianità e che chiede passione e coraggio per misurarci coi mali di questa Italia dimezzata, visto l?esito elettorale, in cui si assiste alla crescente polarizzazione sociale e all?assenza di mobilità sociale.

Con il ?900 molto ci siamo lasciati alle nostre spalle, si tratta di liberare nuove idee ed energie per il paese che cambia e di elaborare una nuova cultura politica e di partecipazione.

A fronte dei cambiamenti sfumati di questo tempo, nell?eterna transizione italiana in cui non si capisce bene chi rappresenti che cosa, chi sia vero riformatore e chi invece conservatore, la sfida è quella di muovere, insieme, verso la domanda di cambiamento che è sentita e diffusa nel paese, soprattutto fra i giovani. Dobbiamo cominciare a ripensare la nostra identità ed il nostro agire politico per immaginare chi vogliamo essere nel futuro.

È un?affascinante responsabilità: intraprendere un viaggio attraverso le nostre città, con la possibilità di discutere di quali forme dare loro attraverso i desideri, i progetti di vita e lo scambio di esperienze.

Chi fra noi ha aderito ai Giovani della Margherita fin dalla loro nascita, ha cercato di lavorare per tessere una rete di solidarietà e conoscenza, ed elaborare una visione comune e solidale.

Ora, a partire dai limiti di questa esperienza, che non rinneghiamo, ma che vogliamo profondamente ripensare, ci rivolgiamo verso un obiettivo più ampio, verso una navigazione in mare aperto, che ci porti a nuovi incontri e a nuove sintesi.

La rivoluzione che proponiamo si realizza ogni giorno a partire dai piccoli progetti.

La sfida è quella di rivitalizzare i nostri mondi, le nostre città

e così sperimentare nuove forme di partecipazione.

Come Giorgio La Pira, formidabile anticipatore di una visione globale, che conferì alle città il ruolo di soggetti protagonisti a livello mondiale della speranza di pace e prestò la massima attenzione alla persona e al lavoro, affermandone il valore sociale, battendosi per i poveri del mondo.

Per quanti oggi vivono il disagio di un lavoro a mezza strada tra il dipendente e l?indipendente, può capitare che i diritti novecenteschi, in alcuni casi estremi, non siano nemmeno conosciuti.

La lezione di La Pira è un esempio di sensibilità e di coraggio, ma è anche l?invito a recuperare una visione politica nella dimensione globale, una politica inclusiva che sostituisca alla ipercompetizione tra Stati la cooperazione tra popoli.

Incontriamoci, per scambiare e condividere le culture e le storie, in modo da delineare una solida base di valori. Per poi poggiare su quel solido terreno un nuovo strumento, il Partito Democratico, e così esplorare il nuovo, guardare oltre, in una prospettiva strategica.

Sarà un processo che richiederà il tempo che merita.

Prato è una tappa di un viaggio che immaginiamo dovrà svolgersi attraverso l?Italia.
Una grande mobilitazione nel Paese che parli con e alle giovani generazioni, agli interpreti del futuro.

Per informazioni e adesioni:
nicolaoliva@yahoo.it, lareteblog@libero.it

Prato / Parma 16 maggio 2006

Nicola Oliva, Francesco Lauria

Simona De Gregorio (Pisa), Osea Giuntella (Roma), Marcello Marchese (Prato)

Francesco Puggelli (Prato), Edoardo Cavicchi (Prato), Paolo Gentili (Prato), Simone Monaco (Prato), Andrea Logli (Prato), Alessandro Oliva (Prato), Vittorio Alberti (Roma), Dario Continenza (Roma), Luca Rizzo Nervo (Bologna), Edoardo Merlo (Ancona), Antonio Pizzichi (Siena), Riccardo Clementi (Firenze), Manuela Rontini (Faenza), Giacomo Balduzzi (Alessandria), Andrea Fabbri (Faenza), Mattia Ferrero (Milano), Filippo Dionigi (Pavia), Giancarlo Quercio, Valentina Giommoni (Arezzo), Daniela Storani (Jesi), Giandiego Carastro (Roma)

POTETE ADERIRE COMMENTANDO QUI…
Riferimenti: Il link: Blog dei Giovani nella Margherita per l’ULIVO

Intervista a Cristian Carrara, Portavoce del Forum Nazionale dei Giovani

8 Maggio 2006 1 commento


Riprendono, dopo un periodo di pausa, le interviste di “leradicieleali”.
E riprendono con Cristian Carrara, portavoce del Forum Nazionale dei Giovani uno dei protagonisti indiscussi di quella che è stata, a torto o a ragione, definita la generazione “invisibile”, quella dei ventenni e dei trentenni di oggi.
Cristian ci racconta un po’ di sè e del Forum di cui è stato uno degli ideatori.
(F.L.)

1) Chi è Cristian Carrara?

Ho 29 anni, sono nato in Friuli, a Pordenone. Ho studiato filosofia all?università di Padova e composizione al conservatorio di Udine. Scrivere musica è una cosa che mi caratterizza. Scrivo da quando avevo 12 anni ed è qualcosa che mi porto dentro come una necessità. Con la musica si possono dire cose che le parole non possono dire. Si possono descrivere mondi che altrimenti rimarrebbero inesplorati. Scrivendo musica si inizia a fare attenzione ai suoni, e, soprattutto, al silenzio, che è il ?tappeto? da cui nasce ogni nota. Se dovessi descrivere una cosa che manca alla nostra società direi che è proprio il silenzio. Quello da cui ogni parola scaturisce e rimane come scolpita. Le parole acquistano senso ed importanza solo se circondate da silenzio. Mi piace la poesia: Rilke, Bonnefoi, Bobin, Eliot sono tra i miei poeti preferiti. Insomma, direi che mi piace l?arte in generale: trovo che abbia la possibilità di farci allargare lo sguardo sulle ?cose eterne?, quelle che restano, quelle che vale la pena veramente vivere. Forse per questo mi piace molto leggere i padri della Chiesa. Esempio di lucidità e saggezza di vita.

Quasi cinque anni fa sono venuto a Roma come Segretario Nazionale dei Giovani delle Acli, carica che ho ricoperto per tre anni. Ora, alle Acli, curo i progetti culturali dell?associazione e sono il presidente dell?Unione Nazionale Arti e Spettacolo. Ecco tutto.

2) Caro Cristian, tu sei Portavoce del Forum Nazionale dei Giovani. Raccontaci come è nata e cosa rappresenta ora l’esperienza dei Forum dei Giovani. Con un occhio alle prospettive future e all’Europa…

Il Forum Nazionale dei Giovani è nato quando ero ancora Segretario dei Giovani delle Acli. E? nato per iniziativa nostra e di altre organizzazioni giovanili che hanno subito creduto nella bontà della proposta. Ci pareva fosse giunto il momento di provare a creare qualcosa che mettesse insieme tutte le realtà che, in modi diversi, si occupavano di giovani generazioni. Eravamo convinti che una piattaforma di rappresentanza giovanile potesse nascere in Italia solo se si partiva dal basso, ovvero coinvolgendo chi veramente si impegnava quotidianamente con e per i giovani. Così abbiamo fatto. E lo abbiamo fatto con l?entusiasmo che è proprio delle cose nuove. Da allora, circa 4 anni fa, il Forum è cresciuto notevolmente: conta oltre 50 organizzazioni aderenti e numerosi riconoscimenti istituzionali e non. Sono sicuro che da allora l?entusiasmo è ancora presente. La mia speranza è che quest?entusiasmo possa essere contagioso. Ne abbiamo bisogno. Perché porre al centro delle politiche del nostro Paese, senza giovanilismi, il tema delle giovani generazioni, significa interrogarci sul futuro che intendiamo dare alla nostra Italia.

3) Si parla spesso, anche se talvolta strumentalmente, di ricambio generazionale.

Non solo per quel che riguarda il mondo della politica, ma anche di quello più ampio delle professioni.

Quali sono per te le priorità programmatiche più urgenti per sciogliere l’abbraccio sgradito di una società bloccata come quella italiana?

L?Italia è il Paese in cui i giovani entrano con maggior difficoltà nel mondo della politica e delle professioni. E? un Paese dove l?accesso ai luoghi in cui si prendono le decisioni è spesso quasi totalmente negato alle giovani generazioni. Questo ovviamente non è un buon segno. Ciò vuol dire che chi prende le decisioni, decisioni che spesso andranno ad influire soprattutto sulla vita di chi verrà, cioè i giovani, non verranno direttamente colpiti da quelle decisioni. Ecco perché credo oggi abbiamo innanzitutto bisogno di un luogo chiaro in cui ci si possa confrontare, in cui i giovani possano avere voce. Il fatto è questo: il nostro è un Paese vecchio, e come vogliamo che un Paese vecchio, dove c?è un enorme crisi demografica, dove i giovani sono numericamente pochi, tuteli le giovani generazioni?

Il mancato inserimento di ?forze nuove? nei luoghi in cui si prendono le decisioni porta anche, spesso, ad un mancato rinnovamento delle idee, del confronto, del dibattito.

Le recenti elezioni politiche hanno dimostrato che il problema dell?acquisizione di spazio da parte delle giovani generazioni e tutt?ora presente, a giudicare dal numero di giovani eletti al parlamento.

Il fatto è che siamo chiamati a costruire oggi un dialogo serio tra le generazioni, costruito sul confronto e non sul muro contro muro, in grado di evidenziare i limiti di una società incapace di tutelare i giovani, incapace di dare loro speranza per il futuro. Oggi più che mai abbiamo bisogno di questo, per evitare che in Italia succeda quello che è successo recentemente a Parigi, che, al di là di qualunque analisi politica del fatto, è un segnale su cui riflettere seriamente.

(a cura di Francesco Lauria)

Nella foto: il Direttivo del Forum Nazionale dei Giovani, Cristian Carrara è il terzo partendo da destra.
Riferimenti: Il sito del Forum Nazionale dei Giovani

NUOVO NUMERO DI EUROPA PLURALE (marzo-aprile)

5 Aprile 2006 Nessun commento


NUOVO NUMERO DI EUROPA PLURALE

RIVISTA PER UN FEDERALISMO GLOBALE
info: europa@europaplurale.org

EUROPA PLURALE

NUMERO 2/2006 MARZO-APRILE

ANNO 5

SOMMARIO

IDEE FEDERALISTE

Un federalismo integrale per una cittadinanza delle differenze
(Lanfranco Nosi)

DIBATTITO SULL’EUROPA

Proposta per l’Europa
(Umberto Allegretti)

FEDERALISMO E ANARCHIA/1

Il Federalismo Anarchico in Italia dal Risorgimento alla Repubblica
(Luigi di Lembo)

Per un programma di azione comunalista
(Camillo Berneri)

Sviluppo dell’idea di federazione
(Pierre-Joseph Proudhon)

DOCUMENTI

Il controllo dal basso e la democrazia diretta
(Aldo Capitini)

OSSERVATORIO

Nuovi Lavori e Nuovo Welfare: tra libertà e insicurezza, tra privilegi e
diritti
(Francesco Lauria)

Romania, così lontana, così vicina
(Giampiero Granchelli)

NOTE E SEGNALAZIONI

Democrazia Diretta / Murray Bookchin (a cura di Francesco Lauria)

Europa Plurale
rivista per un federalismo globale

Pubblicazione dell’Associazione
“Europa Plurale – Movimento per un Federalismo GLobale”.
www.europaplurale.org

Direttore Editoriale
Francesco Lauria f.lauria@europaplurale.org

Redazione
europa@europaplurale.org

Caporedattore
Lanfranco Nosi
toscana@europaplurale.org

Redattori:
Silvia Marcuz, Luca Carapelli, Federico Manzoni, Giampiero Granchelli

Riferimenti: Il sito internet di Europa Plurale

Politiche 2006.PER UNA NUOVA ELEZIONE DI GIOVANNI BIANCHI AL PARLAMENTO ITALIANO

23 Gennaio 2006 Nessun commento


PER UNA NUOVA ELEZIONE DI GIOVANNI BIANCHI AL PARLAMENTO ITALIANO.

La nuova legge elettorale incomincia a fare guai già nella preparazione delle liste, anche fra quelle forze che l’ hanno contrastata come un rigurgito anti-bipolare e oligarchico. Resistere alla sua logica vuol dire rilanciare momenti di partecipazione, come si è fatto con le Primarie di ottobre. Vuol dire non lasciar perdere le indicazioni che vengono dalla gente e, in particolare, dal mondo dell’associazionismo. Perché le fasi elettorali si configurano, ormai, come uno dei pochi momenti forti rimasti ai partiti politici per misurarsi col proprio più immediato retroterra che non è fatto soltanto di consenso numerico ma anche, e soprattutto, di radicamento di valore.

Per questo di fronte alla possibilità di un’esclusione dalla liste dell’Ulivo di Giovanni Bianchi, deputato uscente e già Presidente Nazionale delle Acli e Presidente del Partito Popolare, i sottoscritti ritengono di dover invece affermare con determinazione l’opportunità di questa candidatura, e del suo esito elettorale positivo, per almeno tre ordini di ragioni:

a) Giovanni Bianchi è una delle figure che con maggiore trasparenza rappresentano la cultura del cattolicesimo sociale e democratico nel nostro Paese. Sorge da quel filone che ha contribuito a reinterpretare le forze politiche e le istituzioni del nostro Paese. Pratica sociale, elaborazione culturale, dimensione educativa e presenza istituzionale – così come si sono composte in modo autorevole e creativo nella sua vita – ne raccomandano la presenza nel prossimo Parlamento che tutti vogliamo e immaginiamo costituito con una maggioranza politica di centrosinistra.

b) Da tempi non sospetti, inoltre, nel declino della “prima Repubblica”, Giovanni Bianchi ha posto, con anticipo e non senza coraggio, il tema di un Partito Democratico come forma politica di sbocco di quell’incontro tra culture riformiste di diversa genesi che soltanto ora ha ritrovato un nuovo inizio ed una prospettiva temporalmente certa. Non si può dimenticare il suo contributo nella scelta della candidatura ed affermazione di Prodi come Presidente del Consiglio nel 1996. Non si può dimenticare che su questa scelta si determinò una dolorosa frattura dei Popolari che consentì tuttavia a questa forza politica di sottrarsi alla deriva moderata e conservatrice del centro-destra.

c) L’apporto concreto, infine, di Giovanni Bianchi a ricostruire fili di solidarietà e di corretta relazione tra associazionismo democratico e istituzioni ha trovato espressione in un continuum di iniziative che si sono sviluppate dai tempi delle sue responsabilità acliste (lombarde e nazionali) sino alle più recenti attività istituzionali ed al suo impegno nell’ambito della presenza italiana all’estero. È stato, infatti, tra i primi a promuovere il voto dei nostri connazionali nel mondo e, per questo, eletto Presidente del Comitato permanente della Camera per gli Italiani all’estero. Al tempo stesso non è cessato il rapporto con le realtà territoriali più vicine alla sua storia personale: certamente non per caso al suo nome ed alla sua storia (così come a quella di Antonio Pizzinato) si rivolse l’Ulivo, nel 1996, per cancellare e rimontare – come avvenne – la sconcertante sconfitta della precedente consultazione, nell’area posta a nord di Milano e in particolare a Sesto San Giovanni; dove, alle ultime elezioni politiche del 2001, è stato l’unico eletto direttamente dai cittadini nelle fila della Margherita alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Lombardia 1.

A tutte queste radici, a queste culture, a questa testimonianza ed a questa capacità progettuale non si rinuncia: non possono rinunciarvi La Margherita e l’Ulivo. Non deve rinunciarvi L’Unione.
Una nuova elezione di Giovanni Bianchi al Parlamento Italiano è, in questo senso, nei nostri desideri, nelle nostre intenzioni di voto, nella nostra volontà politica.
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Chiunque volesse, oltre a sottoscrivere la suddetta lettera all’indirizzo info@dossetti.com , indicando nome, cognome e comune di residenza, può copiarla, incollarla e diffonderla…
Riferimenti: Il blog di Giovanni Bianchi

Intervista a DAVIDE PARIS. Presidente N.le della FUCI

21 Gennaio 2006 Nessun commento


Intervista a DAVIDE PARIS. Presidente N.le della FUCI
(a cura di Francesco Lauria)

Devo premettere che questa intervista è stata un parto un po’ laborioso.
Credo però, giudicherete voi, che ne sia valsa la pena.
Davide Paris, trentino, Presidente N.le della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) è una di quelle persone che quando le incontri dici tra te e te che saresti felice governassero il tuo paese.
Dobbiamo essere grati a lui e a tutta la Presidenza della FUCI se in questi anni si è saputo rilanciare e rinnovare, nel rispetto di una storia più che centenaria, questo importante frammento della storia giovanile associativa italiana.
Ricordo che Davide condivide la Presidenza N.le con Federica Di Lascio, pugliese trapiantata a Torino, che è altrettanto brava, ma decisamente più carina, e di cui lascio il link alla foto in calce all’intervista….
F.L.

Chi è Davide Paris?

Sono nato a Trento, 24 anni or sono, venendo alla luce in perfetto orario a mezzanotte fra il 2 e il 3 giugno, ponendo così ai miei genitori il difficile dilemma di decidere in che giorno farmi nascere ufficialmente. Da allora ho capito che ad arrivare puntuali si crea solo casino, ragion per cui non sono più arrivato in orario ad un appuntamento nella mia vita.
Al momento ho appena realizzato la più grande aspirazione che possa animare lo spirito inquieto di un giovane post-moderno, cioè una laurea in giurisprudenza: in questi giorni sento un vuoto dentro di me e disperatamente sto cercando un nuovo ideale per cui vivere.
Socialmente mi sono formato nel mondo missionario, del volontariato, dello scoutismo, del commercio equo, dell?associazionismo universitario, per concludere la mia tormentata ricerca alla FUCI, cui è capitata la disgrazia di avermi come presidente nazionale. Fortunatamente il nostro Statuto prevede da tempo le ?quote rosa?, quindi accanto al presidente c?è anche la presidente, ma da quanto ho capito quel maschilista del direttore del blog non ha alcuna intenzione di intervistarla?
Peggio che alla FUCI è andata ad Anna, la quale spontaneamente, senza ricevere alcuna remunerazione (almeno da quel che ne so) e, quel che più stupisce, senza alcuna competenza specifica nel trattamento delle persone disagiate (studia chimica farmaceutica), sta insieme a me da un tempo considerevole, senza mai lamentarsi?che ragazza d?oro?
Alla politica ho sempre guardato dall?ottica dell?impegno civile e culturale, senza mai spendermi direttamente in un partito, cosa che non credo succederà nemmeno nel mio prossimo futuro. Sono allergico alle etichette (non datemi del ?no-global?, né del ?cattocomunista?, né del ?Papa-boy?, men che meno del ?teo-con?) mentre mi piace predicare un po? di sana essenzialità: sono convinto che senza troppo sforzo potremmo dare un peso più rilevante nella nostra vita alle istanze della giustizia sociale e dell?ecologia, invece di lamentarci dei mali del mondo e dei nostri politici che non sanno risolverli.

La FUCI è una dell’organizzazioni giovanili più antiche essendo stata
fondata nel lontano 1896.
Puoi raccontarci a grandi linee i più importanti passaggi della storia
della tua organizzazione e quali sono attualmente le sue principali attività?

Effettivamente non siamo nati ieri, ma abbiamo alle spalle 110 anni di storia, di esperienza e di grandi nomi (tutti ricordano Moro, Bachelet e naturalmente Montini), che pesano sulle spalle di noi poveri indegni eredi. Sembra strano, ma da 110 anni cerchiamo di fare sempre la stessa cosa, cioè conciliare le esigenze della fede con quelle del pensiero e della ricerca intellettuale. Detto in altre parole ci sforziamo di fare in modo che per essere cristiani non si debba lasciare il cervello nell?apposito armadietto all?entrata della parrocchia, e che entrando in università non si debba vergognarsi di essere cristiani. Concretamente siamo una federazione di gruppi universitari presenti grossomodo in tutti gli atenei, e ci occupiamo di spiritualità, cultura, formazione alla politica, università, fede; sembrerà strano ma ci divertiamo molto. Ai lettori di ?Le radici e le ali? dedico il sito www.fuci.it : dire che è costantemente aggiornato è forse una forzatura, ma se avete voglia di cliccare potete farvi un?idea di quello che siamo e delle nostre attività, ad esempio la scuola di formazione dedicata alla figura di don Giuseppe Dossetti del novembre scorso a Bologna, oppure il nostro Congresso nazionale a Pisa a fine aprile, al quale siete tutti invitati a partecipare?

Si parla sempre più spesso di un “grande centro” anche a seguito della mobilitazione generale del mondo cattolico nel Comitato (ora Associazione) Scienza e Vita ed agli spiragli che sembra aprire il ritorno ad un sistema elettorale proporzionale.
L’essere presidente di un’Associazione dichiaratamente “confessionale” ti pone in una situazione delicata.
Raccontaci cosa significa essere un “fucino” e quali sono i vostri rapporti con la gerarchia ecclesiastica anche alla luce del sofferto percorso che dal referendum sulla procreazione ci ha portati fino ad oggi…

La domanda è impegnativa per cui è meglio che faccia la persona seria. Premetto che ho fatto parte di Scienza&Vita a titolo personale, perché convinto della bontà della scelta astensionista. Credo sia stata un?esperienza importante, e che andasse fatta. Ora però bisogna fare attenzione a recuperare al più presto un autentico spirito di dialogo, evitando che si crei una contrapposizione fra cattolici e non credenti, di cui il nostro Paese non ha assolutamente bisogno. Lo scontro frontale infatti non serve a nessuno: non alla Chiesa, perché in questo clima l?annuncio diventa sempre più improbabile, non alla cultura laica, che, sull?onda dell?entusiasmo, spesso tira fuori il peggio di sé, non al nostro Paese in generale, che smarrisce qualsiasi ricordo dell?idea di bene comune? certo, le manifestazioni di questi ultimi giorni a Roma e a Milano non sono un segnale confortante?
Quanto al grande centro e all?unità politica dei cattolici sono convinto che il bipolarismo e il pluralismo politico dei cristiani si siano ormai radicati abbastanza saldamente nelle coscienze dei cittadini: non credo basti un referendum a far cambiare le cose, forse neanche una legge elettorale.

Nella foto: Davide Paris
Riferimenti: Il sito della FUCI, con la foto di Federica…

ON LINE IL NUMERO DI GENNAIO-FEBBRAIO di EUROPA PLURALE

18 Gennaio 2006 Nessun commento


ON LINE IL NUMERO DI GENNAIO-FEBBRAIO di
EUROPA PLURALE
Rivista per un Federalismo Globale

www.europaplurale.org

ANNIVERSARIO: GENNAIO 2002 – GENNAIO 2006

INDICE

CRESCITA/DECRESCITA

Crescita/Decrescita
di Giorgio Nebbia

Nicholas Georgescu-Roegen e la “Bioeconomia”
di Francesco Lauria

Economia nonviolenta e decrescita. Ricerca di un orizzonte comune
di Silvia Marcuz

Manifesto per un’economia umana
di N. Georgescu-Roegen, K. Boulding, H. Daly

Introduzione a “Comunità e Decrescita”
di Eduardo Zarelli

La Decrescita
di Simone Vannuccini

Per patti internazionali di autocontenimento economico, demografico e tecnologico
di Danilo d’Antonio

SPECIALE CONVENZIONE DEI CITTADINI EUROPEI

Verso la Convenzione delle Cittadine e dei Cittadini Europei di Genova
Europa Plurale

Manifesto Europeo delle Cittadine e dei Cittadini Europei

Proposta di Manifesto
Europa Plurale

DIBATTITO SULL’EUROPA

Dopo il freno di Blair occorre il rilancio degli europeisti
di Paolo Barbi

OSSERVATORIO

Quel filo rosso tra 2002 e 2005
di Adriano Farano

Riferimenti: Il link alla rivista completa in PDF

Laici e cattolici: quali prospettive per una politica riformista?

3 Gennaio 2006 Nessun commento


Circolo Margherita “Le radici e le ali”
Circolo Margherita “Nuove Luci”
Circolo Ulivo Pablo
DS Unità di base “E. Caffettani” di Golese
DS Unione circoscrizionale III

Laici e cattolici:
quali prospettive per una politica riformista?

Conversazione con
Rosy BINDI
e
Claudia MANCINA

Sabato 14 gennaio 2006 alle ore 15.30
presso l?Auditorium dell?Assistenza Pubblica
Via Gorizia, 2 – Parma

Introduce
Luca BENECCHI
Conduce la conversazione
Filippo CATTABIANI

http://leradicieleali.blog.tiscali.it
http://larete.ilcannocchiale.it
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ROSY BINDI è docente di Diritto amministrativo presso l?Università di Siena. Dal 1984 al 1989 vicepresidente nazionale dell?Azione Cattolica. Parlamentare europea dal 1989. Eletta nel 1994 alla Camera dei deputati, dal 1996 al 2000 Ministro della Sanità nei governi Prodi e D?Alema. Attualmente è responsabile delle politiche sociali e della salute della Margherita

CLAUDIA MANCINA insegna Etica dei diritti alla facoltà di Filosofia dell?Università La sapienza di Roma e fa parte della direzione dei Democratici di sinistra, dopo essere stata responsabile delle politiche culturali del Pds e membro della segreteria dal 1994 al 1996. Il suo ultimo libro è ?Oltre il femminismo. Le donne nella società pluralista? (Il Mulino, 2002)

Dossier Speciale di Europa Plurale – Convenzione di Genova

12 Dicembre 2005 Nessun commento


INDICE

- Per un Federalismo Globale (L.Nosi)

Quo Vadis Europa?
- Sfide Federaliste (EP)
- Un’Europa in Rete (U. Allegretti)
- Quale Europa? (M. Tarchi)

Per una nuova economia europea
- Libertà individuale, impegne ed ecologia sociale (F.Lauria)
- Federalismo dell’acqua e dei beni comuni (E. Molinari)
- Manifesto per un’Europa ecologica

Per una nuova democrazia europea
- Federalismo per partecipare (G. Gangemi)
- La cittadinanza di residenza (F.Lauria)
- Un federalismo globale per una cittadinanza delle differenze (L. Nosi)

Riferimenti: Il sito di Europa Plurale